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Dalla culla al letto: un cambiamento importante!

14 Ottobre, 2019

Troppo spesso i genitori si affrettano a far passare il loro bambino dalla culla in un letto, come se fosse un segno di successo o maturità. La realtà è che molto spesso può essere un errore accelerare questo processo, perché ai bambini piccoli potrebbe mancare la sensazione di accogliente contenimento della loro culla. Oppure potrebbero iniziare ad alzarsi continuamente durante la notte, portando così i genitori a chiudere la porta, col rischio di provocare lacrime e scoppi d’ira proprio nel momento meno opportuno, ossia prima della nanna.

La culla è la soluzione perfetta per dormire fino almeno ai due anni e mezzo/tre, momento in cui un bambino acquisisce le capacità cognitive e verbali per capire le regole del “letto grande”.
Non sempre i bambini seguono la nostra agenda però! Può capitare che inizino ad arrampicarsi per uscire dalla culla… In questo caso si può tentare di dissuaderli rendendo la salita più dura, magari abbassando il materasso e rimuovendo dalla culla i giocattoli più grandi che potrebbero fungere da trampolino. Si può anche provare a far dormire il bambino con una lunga maglietta o una camicia da notte, che gli renderà più difficile arrampicarsi. Meglio comunque mettere dei cuscini a terra per sicurezza nel caso in cui tenti il salto in alto in stile olimpico!

Se comunque fosse arrivato il momento giusto per passare al letto, la prima cosa da fare è coinvolgere il bambino nella “transizione”: chiedendo a lui di scegliere le lenzuola che preferisce, i peluche e i giochi con cui dormirà e cominciando a farlo abituare all’idea almeno un paio di settimane prima dell’effettivo cambiamento.

È importante che stabiliate la routine del sonno nel nuovo letto. Magari divertendovi a creare con vostro figlio un poster da insieme, coinvolgendolo il più possibile nei vari passaggi di avvicinamento alla nanna nel nuovo letto, illustrandola con foto o disegni che potrà capire anche lui (e non a parole): “Vuoi due o tre libri?”, “Vuoi mettere i tuoi pigiami prima o dopo esserti lavato i denti?”. Più scelte gli permetterete, più è probabile che si conformerà e si sentirà indipendente. L’ultima regola dovrebbe essere “Sto zitto nel letto fino a quando l’orologio non mi dice che va bene svegliarsi o fino a quando mamma e papà mi svegliano.”

La posizione del letto dovrebbe il più possibile rispettare quella precedente della culla. Nessuno ama i cambiamenti improvvisi e imposti, e l’età c’entra ben poco!
A questo punto l’ultimo passo da fare è rendere la stanza del bambino sicura, accertandosi che i mobili siano attaccati al muro e che non ci sia modo di farsi male anche se dovesse vagare da solo per la stanza.
Quando tutto è pronto è importante decidere il giorno giusto per fare il passo e non tornare indietro.
Durante le prime notti nel letto grande meglio stare vicino alla camera del bimbo nel momento in cui si coricherà, anche per rassicurarlo se chiama. E se dovesse uscire dalla sua stanza, la cosa da fare è riportarlo rapidamente e silenziosamente indietro, rimetterlo a letto e ricordagli che vi aspettate che ci rimanga per tutta la notte.

Ricordate però che ogni bambino è diverso ed è importante ascoltare gli spunti che dà. Ciò che può aver funzionato per un figlio non funziona necessariamente per i suoi fratelli. Regole chiare e impegno dei genitori sono essenziali per il passaggio dalla culla al letto, ma vanno mescolati liberamente con tanto amore, coccole e baci!

Il sonnellino è importante, ma fino a che età?

7 Ottobre, 2019

A che età i bambini dovrebbero smettere di fare il sonnellino pomeridiano? Iniziamo col sottolineare che il riposo durante la giornata migliora l’apprendimento, anche se spesso è in contrasto con la necessità di dedicare più ore ai compiti e agli esercizi assegnati a scuola, che cominciano ad avere un ruolo nelle giornate dei bimbi anche in età prescolare.

È importante però ricordare che eliminare i pisolini troppo presto limita la quantità di sonno complessivo che il bambino avrà. Secondo uno studio condotto sui bambini in età prescolare, quelli che hanno fatto anche un breve pisolino (20 minuti) hanno trattenuto almeno il 10% in più di informazioni rispetto ai bambini che sono stati tenuti svegli e non hanno fatto alcun pisolino. Questo perché il sonno aiuta i nostri cervelli e corpi a elaborare ciò che è accaduto durante il giorno.

Per questo, anche se il vostro bambino in età prescolare dovesse rifiutare il pisolino, è importante incoraggiarlo a dormire nel pomeriggio. Siate creativi! Forse il bambino combatte contro il sonno perché il momento in cui cercate di farlo dormire non si adatta bene alla sua routine… Ebbene, cambiando la routine del pisolino potreste vincere la sua resistenza.

E se vostro figlio fosse davvero testardo? Man mano che crescono, i bimbi improvvisamente hanno opinioni e vogliono essere ascoltati. Magari dimostrano questa esigenza proprio attraverso il rifiuto di fare un pisolino. Allora cercate di cambiare strategia (e nome alle cose)!

E quindi ecco il “momento di tranquillità”: ossia un pisolino, ma senza il bisogno di dormire. Il bambino deve sdraiarsi sul letto e “riposare” fino a quando non tornerà tranquillo. Questa è una tattica che può tornare utile anche durante il periodo di transizione da un pisolino a nessun pisolino: mettete a letto il bambino con alcuni libri e piccoli giocattoli e fatelo giocare in silenzio per un’ora. Questa pausa gli permetterà di divertirsi e riposare e, se è stanco, di avere l’ambiente tranquillo e rilassato di cui ha bisogno per sdraiarsi e dormire.

Un suggerimento utile: collezionate degli oggetti (giochi, peluche, libri) diversi dagli altri e dedicati al momento del riposo. Prima di riposare, consentite al vostro bambino di sceglierne uno o due per quel giorno. Ma alla fine del “tempo di riposo”, fateli rimettere al loro posto. Sono giocattoli disponibili solo per quell’ora, il che renderà il tempo di riposo più attraente e divertente ed eviterà che il bambino si stanchi di loro!

Ma come fare a sapere quando il vostro bambino è pronto a fare l’ultimo pisolino e a smettere del tutto di fare un sonnellino pomeridiano?
L’età per abbandonare il pisolino pomeridiano varia notevolmente, ma in media è tra i 3 e i 4 anni.

Però a prescindere dall’età, per capire se quel momento è arrivato, ci sono tre segnali importanti.
1. Il vostro bambino impiega molto tempo ad addormentarsi al momento del pisolino e generalmente non sembra stanco quando quel momento tarda rispetto al solito.
2. Il bambino impiega molto tempo ad addormentarsi al momento di coricarsi la sera, e in genere non sembra stanco quando va a dormire. Questo segno spesso va di pari passo con quello precedente perché probabilmente tra il sonnellino e la nanna notturna è passato troppo poco tempo. Ma anche perché più cresce e più un bambino è in grado di restare sveglio a lungo.
3. Anche se salta del tutto il pisolino pomeridiano il vostro bambino sta bene e non sembra risentirne.
Attenzione! Non sempre i segnali elencati qui sopra sono la spia di problemi da risolvere. Magari basta solo iniziare il passaggio da un pisolino a nessun pisolino. Alcuni bambini potrebbero essere in grado di smettere di fare un sonnellino dal primo giorno non avendo quasi mai bisogno di un altro pisolino pomeridiano. Altri bambini potrebbero effettuare la transizione più gradualmente. Ad esempio, il vostro bambino potrebbe passare 3 giorni senza un pisolino pomeridiano, ma il 4 ° giorno potrebbe averne bisogno di nuovo.

Infine, tenete presente che nelle prime fasi di questa transizione del pisolino, potrebbe esserci bisogno di modificare un po’ l’ora di andare a letto. I bambini hanno bisogno di un certo quantitativo di ore di sonno. Quindi, se il vostro bambino non fa più un pisolino, potrebbe aver bisogno di andare a letto un po’ prima (e potrebbe svegliarsi un po’ più tardi la mattina) per compensare quel sonno diurno mancante.

Bimbi che non dormono: i cinque segreti per la nanna

1 Ottobre, 2019

Mamma, papà, voglio figlio non dorme? Credetemi, siete in ottima compagnia! Ecco la prima cosa sulla quale dovete soffermarvi: il vostro non è un problema impossibile da risolvere e non siete soli. A volte c’è solo bisogno di qualche piccolo accorgimento in più per aiutarlo a riposare bene.

E visto che quando bisogna iniziare qualcosa di nuovo è importante partire da piccoli passi, ecco cinque facili suggerimenti da applicare sin da oggi per cominciare a cambiare le abitudini del vostro bambino.

1. La routine è importante!
L’essere umano è un animale abitudinario, e i bambini non fanno eccezione. Per questo è fondamentale creare un momento tranquillo e possibilmente ripetitivo che accompagni i bimbi nelle braccia di Morfeo. Per esempio fissando un orario per andare a letto ed entrando, almeno mezz’ora prima, in modalità “sonno”: si interrompono i giochi, si raccolgono i giocattoli, si smettono le attività eccitanti e si facilita il rilassamento, magari con un bagno caldo (alzare la temperatura corporea e poi lasciare che scenda gradualmente concilia il sonno) o con una bella storia della buonanotte.

2. Le luci stanno per spegnersi!
Una volta esaurita la routine che anticipa la nanna il vostro bambino è pronto a cogliere il segnale: le luci stanno per spegnersi! Dategli il bacio della buonanotte, salutate il suo peluche preferito e ditegli chiaramente che state per uscire dalla stanza, in modo che non si svegli nel cuore della notte credendo di trovarvi al suo fianco per poi scoprire che non ci siete!

3. Orari flessibili ma costanti
Un buon sonno necessita di una cosa soprattutto: non essere eccessivamente stanchi! Può sembrare un controsenso, ma è importante che vostro figlio faccia dei sonnellini, possibilmente sempre all’incirca allo stesso orario, affinché non sia troppo eccitato e distrutto: saltare i pisolini spesso causa risvegli notturni o risvegli anticipati al mattino. Il sonno genera sonno: saltare un pisolino per cercare di anticipare l’ora della nanna notturna non sempre funziona.

4. Stare all’aria aperta funziona!
Secondo molti studi il movimento all’aria aperta e l’esercizio fisico (senza esagerare!) possono migliorare il sonno. Come per il bagno caldo, l’aumento temporaneo della temperatura corporea è seguito da un raffreddamento che provoca sonnolenza. L’ideale sarebbe fare attività al parco o una passeggiata, per aiutare a fissare il ritmo circadiano e quindi la naturale tendenza del cervello a rilevare la differenza tra notte e giorno.

5. La stanza da letto dei bimbi
Proprio come per gli adulti, anche per i bambini luce, suono e temperatura sono fattori importanti per facilitare un buon sonno. Tapparelle, scuri o tende pesanti aiutano a mantenere la giusta penombra, mentre in caso di forti rumori esterni può essere utile usare un apparecchio per la diffusione del rumore bianco nella stanza. E infine la temperatura: il giusto fresco favorisce la sonnolenza, mentre il caldo o il freddo eccessivo sono nemici della nanna.

Avete seguito tutti e cinque i miei consigli per aiutare i vostri bimbi a dormire bene di notte ma la soluzione non arriva? Sono qui per questo! Migliorare le abitudini della nanna del tuo bambino significa più sonno anche per te, quindi il beneficio raddoppia!

Tutti i segreti del pisolino

25 Settembre, 2019

Genitori, credetemi! La notte non è l’unico momento in cui dovremmo preoccuparci del sonno del nostro bambino. I pisolini infatti sono incredibilmente importanti per neonati e bambini piccoli, ma le abitudini che li regolano cambiano costantemente, il che può indurre i genitori a credere che il loro bambino non sia stanco o che sia pronto a rinunciare prematuramente ai pisolini. Ma non sempre è così. Ecco alcune nozioni di base sul pisolino che si applicano a ogni bambino.

Da neonato a 5 mesi
I neonati hanno bisogno di dormire il più possibile, per questo fanno molti pisolini: da 4 a 5 pisolini al giorno è assolutamente comune.

6 a 8 mesi
A questa età la maggior parte dei bambini necessita di 2/3 pisolini al giorno. In teoria un pisolino mattutino, un pisolino pomeridiano e un pisolino nel tardo pomeriggio per aiutarli a colmare il divario tra la nanna e la nanna. È importante che questi momenti siano garantiti ogni giorno, per evitare che il bambino sia troppo stanco per andare a nanna la sera.

9 mesi a 12 mesi
La maggior parte dei bambini rinuncia al pisolino nel tardo pomeriggio tra i 9 e 18 mesi. Inoltre scoprirete che il pisolino mattutino del vostro bambino si accorcerà e sarà integrato da un pisolino pomeridiano più lungo, che inizia circa tre ore dopo la fine del pisolino mattutino.

13 mesi a 18 mesi
Tra 13 e 18 mesi, la maggior parte dei bambini fa una transizione naturale da due pisolini a uno. Questo pisolino è di solito un pisolino pomeridiano di 2 ore, subito dopo pranzo.

18 mesi e oltre
Il bambino continuerà con il suo modello di pisolino fino a quando non sarà pronto per il passaggio al “tempo di riposo”. Di norma i bambini smettono di fare un pisolino tra i 3 e i 4 anni. Molti bambini iniziano a rinunciare lentamente ai loro pisolini e la transizione potrebbe durare qualche tempo. Non date per scontato che, poiché vostro figlio non ha fatto un pisolino ieri, oggi non avrà bisogno di un pisolino. Continuate ad offrirgli l’opzione del pisolino, con un ambiente che induce il sonno.

Ecco alcune finestre medie di veglia per età. Ossia: “per quanto tempo potete aspettarvi che il vostro bambino rimanga sveglio tra due momenti di nanna senza tracollare!”
• 3 mesi: ha solo una finestra di 1-2 ore di veglia.
• 6 mesi: la finestra della veglia è di 1,5–3 ore.
• 9 mesi: la finestra della veglia è di 2-4 ore.
• 12 mesi: la finestra della veglia è di 3-4 ore.
• 18 mesi: la finestra della veglia è di 4-6 ore.
• 2 anni: la finestra della veglia è di 5-6,5 ore.
• 3 anni: la finestra della veglia è di 6-8 ore.
• 4 anni: la finestra della veglia è di 6-12 ore.
I tempi sopra indicati sono medie relative a bambini che dormono tutta la notte. Il modo in cui un bambino fa un pisolino dipende da come dorme di notte. Assicuratevi che vostro figlio stia dormendo abbastanza e fate attenzione alla sua finestra di veglia, cercando di assicurarvi di iniziare la routine del sonno almeno 30 minuti prima che scada la finestra della veglia per evitare il tracollo!

Non tutti i pisolini sono uguali, però! Un “pisolino disastroso” è qualsiasi pisolino di durata inferiore a 45 minuti, perché non comporta un ciclo di sonno completo. In questo caso i bambini si svegliano spesso irritabili e ancora stanchi, piuttosto che rinfrescati.

Se il vostro bambino resiste ai sonnellini e si avvicina a un'”età di transizione” potrebbe essere una buona idea modificare la routine del pisolino, magari programmandolo a un’ora diversa della giornata. È comunque importante continuare a tenere duro e regolare i momenti di sonno e veglia di vostro figlio. Rispettare le finestre della veglia, cercare segni di stanchezza e rimanere coerenti con la routine del bambino contribuirà a garantire che dorma a sufficienza durante la notte.

Anche i bambini più grandi hanno bisogno di tempo tranquillo, perché ogni giornata gli dà una miriade di esperienze da elaborare, analizzare e cose a cui pensare. Per questo, anche se i bambini hanno smesso di fare un sonnellino pomeridiano, hanno comunque bisogno di un periodo di silenzio che li aiuti a resettarsi a metà giornata. Per assicurarvi che il tempo tranquillo passi senza intoppi, provate a introdurlo gradualmente. Stabilite le regole di base – niente tecnologia, solo determinate attività consentite, dopo quanto tempo si può uscire dalla stanza, ecc. – e attenetevi ad esse. Quando si parla di bambini e riposo, l’abitudine è la nostra più grande alleata!

 

Perché Mio Figlio Non Dorme Durante la Notte?

15 Maggio, 2019

Quando la maggior parte della gente parla di “essere genitori,” si sente spesso la frase “mancanza di sonno”. Non è un segreto che i bambini forse non dormono tanto quanto dovrebbero e che far seguire a vostro figlio degli orari di sonno ottimali può essere difficile. Se vostro figlio fatica la notte, allora con ottima probabilità anche voi resterete svegli assieme a lui senza prendere sonno. Non rimanete fermi a chiedervi “perché mio figlio non dorme durante la notte?” le soluzioni ci sono! Ecco alcuni consigli che possono aiutarvi a risolvere il vostro dilemma.

 1 –Provate a mettere in piedi una routine costante

Se l’ora della nanna di vostro figlio inizia col piede sbagliato, anche il resto della nottata probabilmente non andrà bene. La loro routine, quando è ora di dormire, dovrebbe essere coerente, almeno per quanto riguarda la modalità e le attività che svolgete, a prescindere da quale genitore mette a letto il bambino. Iniziate una routine per l’ora della nanna già a partire dalle 8 settimane. Questo aiuterà il bambino a prepararsi da solo per dormire, i bimbi amano ripetizione e regolarità, li aiuta a sentirsi più rilassati e sicuri.

 2 – Leggete per scoprire di quanto sonno ha bisogno vostro figlio

Non tutte le età necessitano della stessa quantità di sonno. Proprio come attraversano vari stadi in altre parti della loro vita, la stessa cosa vale anche per il sonno. Ecco perché i neonati possono dormire fino a 16-20 ore al giorno e i bambini di qualche mese più grandi ne hanno bisogno di meno (anche se gli servono comunque un minimo di 10 ore di sonno ininterrotto a notte). Fate del vostro meglio per capire, in base all’età, di quante ore di sonno necessità vostro figlio. Ricordate sempre che il sonno chiama sonno!

 3 – Imparate a riconoscere i segni che indicano quando vostro figlio ha sonno

Un altro problema che i genitori spesso hanno è quello di non sapere quando mettere a dormire il proprio bambino. Anche se potrebbe tentarvi l’idea di metterlo a letto più tardi nella speranza che sia così stanco da dormire di più, le cose non funzionano così! È meglio iniziare ad osservarli da vicino fra le 19:00 e le 20:00 per vedere se riuscite a carpire i suoi “indizi del sonno”. Se mostra segni consistenti, come sbadigliare, strofinarsi gli occhi o se sembra avere la testa da un’altra parte, iniziate immediatamente la routine per andare a nanna. In questo modo, potrete approfittare del momento in cui il suo corpo è naturalmente pronto a dormire in quel ciclo, e sarà più semplice per lui o lei addormentarsi e continuare a dormire.

 4 – Fate visita al dottore di vostro figlio per controllare la presenza di eventuali reflussi o possibili condizioni mediche.

Assicuratevi di fare una visita dal medico nel caso vostro figlio possa avere il reflusso! Se avete un neonato o un bambino di qualche mese che prima dormiva durante la notte e ora non lo fa più, potrebbe subire questa regressione a causa di un reflusso. Tenete presente che un bambino può soffrire di reflusso anche se non vomita o sputa. Una volta che avrete più informazioni sulla diagnosi, potrete iniziare a prendere di mira i sintomi e rimuovere qualsiasi cosa che possa peggiorare la condizione (come una poppata notturna poco prima di metterlo a nanna).

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Copyright © 2019 DolceDreamers

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